Inchiesta sulla condizione dei precari dell’informazione
Inchiesta "promettente"
La ricerca “smascheriamo gli editori”, condotta e presentata il 18 maggio 2010 a Roma dall’Ordine dei giornalisti, ha scosso gli animi degli associati a Youth Press Italia.
ll quadro presentato nell’inchiesta, condotta dal gruppo dei free lance dell’ODG nell’aprile 2009, mostra compensi irrisori e ritardi nei pagamenti per i collaboratori esterni di tante testate italiane, nazionali e locali.
Una realtà che tanti giovani associati di Youth Press Italia vivono sulle proprie spalle.
L'associazione culturale, nata nel 2008 e composta da giovani italiani ed europei che si occupano di giornalismo, comunicazione e mass media - giornalisti professionisti e free lance, collaboratori occasionali e ricercatori – si chiede se in Italia, e in Europa, si può vivere di giornalismo, e intende contribuire al dibattito che è nato a seguito della ricerca.
Nel Paese dove il quadro normativo per i media e l’informazione è costantemente in fieri e disorganico e manca una riforma di sistema che riconduca a un quadro legislativo chiaro ed omogeneo le misure frammentarie intervenute nel corso degli anni, non tanto per l’evoluzione tecnologica quanto perché tutti gli interessati tirano a turno la coperta degli interessi costituiti, dei ricavi decrescenti, dei contributi statali, e la coperta per l’editoria appare sempre più corta, sembra finalmente che ci sia spazio per parlare dei precari dell’informazione.
Una precarietà, questa, che si associa a quella generazionale (dei 18-30enni), è storicamente assuefatta al lavoro atipico e ha un’aggravante non da poco: il lavoro intellettuale sparisce nelle ricerche ufficiali, non tollera le etichette sulla mancanza di titoli di studio, esperienze internazionali, conoscenze linguistiche e informatiche, volontà di sacrifici in termini di turni, ore lavorative, passione.
Si è parlato di quindi di “un bollino blu” per quelle testate che rispettano il lavoro dei giornalisti e di “campagne di boicottaggio” per quelle che invece sfruttano senza ritegno i propri collaboratori. Si è parlato anche di una proposta di legge che “ponga come condizione sine qua non per l’elargizione di provvidenze all’editoria il rispetto del lavoro dei giornalisti”.
I ragazzi di Youth Press Italia, consapevoli del mutamento radicale della domanda di informazione e della necessità di adeguamento dei processi produttivi e dei modelli di business alla nuova realtà tecnologica, attori attivi di questo processo e non meri spettatori, in quanto produttori e fruitori di informazione, vogliono dar voce ai loro coetanei, e parlare loro stessi, per raccontare se e perché, nel 2010, abbia senso studiare, viaggiare e lavorare senza alcuna garanzia per il piacere – o il vanto – di ricevere “21 centesimi di euro per ogni due righe da 58 battute l’una”.
Maggiori informazioni sul blog:
http://www.spotus.it/blogs/youth-press-italia
- Categoria:
- Tags:
| Tweet |
Promessi 40 euro su 600 euro |
|---|
6,7% |
- Login per inviare commenti


Una gran bella proposta. Qualche consiglio. Visto che è una classica inchiesta collaborativa e partecipativa, utilizzate il blog interno per chiedere informazioni, dati, testimonianze e per alimentare la discussione non solo tra i soci di Youth Press Italia ma tra tutti i giovani giornalisti interessati (molti, presumo).
Secondo me, coinvolgendo i vostri associati - basta un contributo di 10 euro - e altri freelance non dovrebbe essere difficile finanziare l'inchiesta. Però bisogna promuoverla su tutti i canali disponibili.
Noi facciamo la nostra parte.
interessatissima e molto fiera di questa proposta. Il costo e' alto ma per un' inchiesta del genere ritengo si possa ottenere un finanziamento adeguato, a maggior ragione per l'attualita'del fenomeno.
Come intendete procedere? a che punto sono le vostre ricerche?
Sempre a vostra disposizione.